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Parrasio
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Parrasio (in greco antico Παρράσιος?; Efeso, V secolo a.C. – IV secolo a.C.) è stato un pittore greco antico attivo principalmente ad Atene tra il 440 e il 385 a.C..
Contents
• Opera
• Note
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Biografia
Le sue origini sono state tramandate dallo stesso Parrasio in un epigramma posto in fondo ad una delle sue opere, riportato da mwdaAteneo di Naucrati che cita mwdqClearco di Soli.
Parrasio nacque ad Efeso, figlio di mwdwEuenor, uno scultore e pittore di cui mweaPlinio il Vecchio pone il mweqfloruit verso il 420 a.C., ma che è da considerare di epoca precedente stando ad altre fonti. mwegQuintiliano (mwewmwfaInstitutio oratoria, 12.10.4), seguendo mwfqSenofonte (mwfgmwfwMemorabilia, III.X.1–5), pone l'attività di Parrasio durante la mwgaguerra del Peloponneso. Grazie ai contatti del padre, Parrasio si stabilì ad mwgqAtene dove fu introdotto nella cerchia di mwggFidia nell'ambito delle commissioni pubbliche per l'mwgwacropoli di Atene. mwhaPausania (I.XXVIII.2) ricorda i disegni preparatori per la decorazione eseguita da mwhqMys sullo scudo bronzeo dellmwhg'mwhwmwiaAtena Promachos di Fidia: non è necessario pensare che disegni e decorazione debbano essere contemporanei all'erezione della statua, potendoli porre in un'epoca posteriore e corrispondente all'adolescenza di Parrasio. Un ulteriore collegamento tra Parrasio e Mys è dato dal ricordo dei disegni con una mwiqmwigIlioupersis realizzati per la decorazione di uno mwiwskyphos in metallo cesellato da Mys (mwjaAteneo di Naucrati 11.782 b). Il collegamento con Mys pone queste opere giovanili di Parrasio intorno al 440 a.C.cite-ref-eaa-1-0[1] inducendo a ritenere troppo bassa la data che Plinio indica per il suo mwkqfloruit, verso il 400-396 a.C.
Secondo Plinio, Parrasio fu in rivalità con l'altro grande pittore mwkwZeusi.
Opera
Plinio (mwnqmwngNaturalis historia, XXXV) ci ha tramandato i titoli delle opere più famose di Parrasio descrivendone la tecnica la cui grandezza viene indicata, seguendo Senocrate di Sicione e mwoaAntigono di Caristo, due artisti di mwoqepoca ellenistica, nella padronanza del disegno e della linea di contorno. Non vi è cenno all'esistenza di apporti chiaroscurali neppure in Quintiliano; nei suoi epigrammi Parrasio sembra non temere rivali quanto alla propria arte, che non era quella che stava nascendo attraverso altra scuola e contro la quale ancora si pronunciava mwogPlatone, bensì l'unica arte ai suoi tempi riconosciuta, l'arte basata sul disegno e sulla linea di contorno, affermando di avervi raggiunto il limite massimo.cite-ref-2[2] Proprio perché la grandezza di Parrasio dovette consistere nella sua qualità di disegnatore, che condusse i suoi lavori ad essere modelli copiati anche in epoche più tarde, non è sembrata operazione imprudente cercarne l'eco in opere altrui e nelle testimonianze monumentali conservate.cite-ref-3[3]
Della rappresentazione delle sofferenze di mwraFilottete a mwrqLemno dipinta da Parrasio, di cui abbiamo notizia attraverso un epigramma di Glauco (mwrgmwrwAntologia greca, XVI. 111; ad essa forse si riferisce anche l'epigramma di Giuliano Egizio), si è vista traccia nell'iconografia del giovane seduto di tre quarti quale si trova in alcune mwsqlekythoi a fondo bianco appartenenti al gruppo che mwsgJohn Beazley ha riunito come mwswGruppo R.cite-ref-4[4] Queste mwualekythoi sono un esempio della capacità cui erano giunti gli artisti greci della fine del V secolo a.C. nel rappresentare la profondità e i volumi dei corpi attraverso una linea pura di contorno, quella capacità che Plinio riferisce a proposito di Parrasio.cite-ref-5[5]
Della capacità espressiva e della vivacità delle sue figure dovette essere esempio la mwvgpersonificazione del mwvwDemos di Atene, opera da collegarsi al dialogo tra Parrasio e mwwqSocrate riportato nei mwwgmwwwMemorabili di mwxaSenofonte, sulla possibilità da parte della pittura di rappresentare i caratteri umani. Rumpf, ricordando come la rappresentazione del Popolo fosse frequente nelle commedie della fine del V secolo a.C. (ne è un esempio mwxqmwxgI cavalieri di mwxwAristofane) propone quest'opera di Parrasio come un possibile modello per maschere sceniche e opere vascolari di spirito parodistico di epoca successiva, sia ateniesi sia magnogreche.cite-ref-6[6]
Alcune opere di carattere licenzioso su tavola (mwawlibidines), datate posteriormente al 425 a.C., sono documentate come ancora esistenti in età imperiale.cite-ref-eaa-1-2[1]
Note
cite-note-eaa-11. ↑ mwegmwewCagiano de Azevedo 1963,mwfa in EAA, s.v. mwfqParrasio.
cite-note-22. ↑ mwgqmwggRumpf 1951,mwgw p. 12.
cite-note-33. ↑ mwhwmwiaRumpf 1951,mwiq p. 1.
cite-note-44. ↑ mwjqmwjgRobertson 1992,mwjw pp. 252-253.
cite-note-55. ↑ mwkwmwlaRumpf 1951,mwlq pp. 2-3.
cite-note-66. ↑ mwmqmwmgRumpf 1951,mwmw pp. 7-10.
Bibliografia
• citerefei-parrasioGiovanni Patroni, PARRASIO, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935. URL consultato il 29 agosto 2022.
• mwoa(EN) Andreas Rumpf, Parrhasios, in American Journal of Archaeology, vol. 55, n. 1, Archaeological Institute of America, gennaio 1951, pp. 1-12. URL consultato l'8 febbraio 2013.
• citerefcagiano-de-azevedo-1963Michelangiolo Cagiano de Azevedo, Parrasio, in Enciclopedia dell'arte antica classica e orientale, vol. 5, Roma, Istituto dell'enciclopedia italiana, 1963. URL consultato il 29 agosto 2022.
• mwpaAntonio Giuliano, Arte greca: Dall'età classica all'età ellenistica, Milano, Il saggiatore, 1987, pp. 790-795, SBN RLZ0304300.
• citerefrobertson-1992(EN) Martin Robertson, The Art of Vase-Painting in Classical Athens, Cambridge University Press, 1992, ISBN 0-521-33881-6.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itParràsio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Parrhasius, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.